Modi di finanziamento per la tua azienda

Un’azienda si può considerare, in un certo senso, quasi come un’automobile sportiva. Può essere lanciata a grande velocità ed ottenere risultati strepitosi, ma se ad un certo punto rimane senza carburante, si ferma. Nonostante sia come un’automobile da corsa con le migliori possibilità di vincere su tutta la concorrenza, se non c’è benzina, l’auto resterà ferma in garage. Pertanto, l’azienda avrà bisogno, nelle diverse fasi della sua vita, di finanziamenti per andare avanti.

I tre momenti più importanti per finanziare la tua impresa

Con l’analogia dell’automobile introduciamo un argomento essenziale per chi fa impresa, anche da tempo, o per chi si appresta a cominciarne una. Ci sono tre momenti fondamentali in cui è necessario, per il proprio business, reperire fondi e finanziamenti. I tre momenti sono:

  • Quando si apre un’attività
  • Quando un’attività ha bisogno di liquidi
  • Quando un’attività sta andando bene e si vuole espanderla

Vediamo allora quali sono i principali modi di finanziamento di un’impresa e soprattutto quando usarli e quali errori evitare.

I due modi di finanziare un’impresa con i capitali

Sia che si gestisca o si voglia cominciare un’attività in proprio sia che ci si trovi di fronte ad una società, ci sono due modi principali di reperire fondi utili per il business:

  • Usare capitali propri o societari
  • Usare i capitali di terzi

Se si parla di capitali propri o societari, si intendono i cosiddetti conferimenti, cioè il denaro che l’imprenditore o i soci, mettono praticamente nell’azienda. Il momento in cui questo avviene è alla costituzione della società stessa o all’apertura dell’impresa individuale. Via via, nel tempo, a seconda delle necessità del business, si possono aggiungere altri conferimenti. Questa seconda formula in genere coincide con il reinvestimento degli utili. Cioè, in sostanza, se l’azienda sta andando bene e produce profitti, una parte di questi possono essere utilizzati per ampliare la produzione e raggiungere in questo modo al meglio la mission dell’azienda.

Quando ricorrere a capitali di terzi

Ci sono situazioni in cui i capitali propri o della società non sono sufficienti. Non è detto che questa sia una situazione di pericolo per l’azienda o che coincida necessariamente con una crisi economica. Come abbiamo detto si può avere bisogno di denaro non solo se l’azienda è in sofferenza e quindi ha bisogno di liquidi, non solo se l’azienda deve essere costituita dal nulla e il capitale iniziale proprio non basta, ma anche nel caso in cui l’azienda (seguendo l’esempio della macchina da corsa) stia andando talmente bene che è arrivato il momento di darle nuova linfa (benzina) per farla andare ancora meglio.

In questo caso si parla di debiti di finanziamento, che possono essere realizzati sotto forma di:

  • Mutui
  • Anticipo sui crediti e fatture dei clienti
  • Partnership

La prima cosa da segnalare però quando si parla di crediti di terzi, è l’attenzione a non portare l’azienda in quella situazione che in termini economici si definisce squilibrio finanziario. Si intende in questo caso una situazione in cui in sostanza i capitali messi da terzi (che sia una banca o che sia un partner) superano quelli del patrimonio personale o societario. È qualcosa da tenere sotto controllo per evitare in futuro la possibilità di dover cedere l’azienda.

La formula giusta quindi è trovare un equilibrio tra le fonti di finanziamento.

Finanziare un’impresa con il mutuo o un prestito bancario

In questo caso il denaro necessario per l’azienda viene erogato, dietro corrispettivo da rendere con interessi, da una banca o da un istituto finanziario. Si tratta della soluzione in genere scelta da chi comincia un’impresa, per via dei tempi lunghi di restituzione. Il mutuo può essere utilizzato per l’acquisto di diversi beni, e in genere coincide con i beni immobili. Si pensi ad una società che acquista, ristruttura, affitta o vende immobili, e si capirà come per questo tipo di società, il mutuo possa essere la scelta giusta. Se poi si intrattengono dei buoni rapporti con gli istituti bancari di fiducia, si possono avere nel tempo anche mutui a tassi agevolati.

EIl microcredito è un’alternativa per le imprese fragili.

Finanziare un’impresa con anticipo sui crediti dei clienti o anticipo fatture

In questo caso l’azienda può reperire liquidi presentando alla banca le fatture che deve incassare da diversi clienti. La banca quindi in sostanza paga le fatture al posto del cliente, e in questo modo l’imprenditore o la società non devono attendere i tempi di saldo. Questo è un tipo di soluzione che può naturalmente usare un’impresa già ben avviata che abbia un rapporto di fiducia sia con la banca sia con i clienti. Si parla in genere di fatture relative a beni o servizi di media entità.

Finanziare un’impresa con una partnership

In questo caso si trova qualcuno disponibile ad entrare in qualche modo nell’attività dell’azienda, che non sia naturalmente già socio o voglia diventarlo. Ci sono due formule nuove molto interessanti in tal senso:

Una formula molto usata attualmente e che arriva dagli Stati Uniti è quella del Business Angel. Si tratta di imprenditori che scelgono ed apprezzano una mission in particolare per dare nuovi fondi all’azienda. Sono persone che credono nell’azienda e vogliono aiutarla. In cambio, però, riceveranno utili sui profitti.

L’altra formula è quella del crowfunding. Si tratta di una raccolta fondi da realizzarsi sul web. Chi partecipa alla raccolta avrà agevolazioni sui prodotti dell’azienda.

Un ulteriore aiuto per le imprese viene dal governo e dalle sovvenzioni

Per concludere non va ignorato un aiuto molto importante che può venire dalle sovvenzioni e dagli aiuti governativi. In questo caso la mission dell’azienda deve rispondere a precisi requisiti che un governo possa valutare innovativi e degni di essere sostenuti. Quindi le aree finanziabili da investimenti governativi, che passano attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, potrebbero ricadere nei seguenti esempi:

  • L’impresa viene da un progetto di confisca alla criminalità
  • L’impresa si occupa di rilanciare un marchio considerato tradizionale se non storico
  • L’impresa ha nei suoi obiettivi quello della tutela all’ambiente
  • L’impresa ha un core business orientato all’innovazione tecnologica, industriale, digitale
  • L’impresa è collocata in aree considerate ad alto rischio disoccupazione e quindi contribuisce a creare lavoro.

In questi casi sarà necessario e utile monitorare costantemente il sito del MEF per prendere atto di eventuali bandi o progetti per capire se si rientra tra i possibili destinatari.

comments
Lascia una risposta

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *